Il Decreto Rilancio ha introdotto, tra le altre, anche il superbonus con detrazioni al 110% per interventi di efficientamento energetico sull’abitazione, suddivisi in principali (o trainanti) e aggiuntivi (o trainati). Tra questi ultimi è stato incluso anche il fotovoltaico con accumulo che per poter quindi beneficiare del superbonus 110% dovrà essere trainato da altre tipologie di intervento considerate trainanti, come per esempio l’installazione di una pompa di calore o il cappotto termico. Insieme dovranno consentire il salto di due classi energetiche o comunque il conseguimento di quella più elevata.
Le tipologie di edificio che possono beneficare di questi incentivi sono in tutto quattro. Innanzitutto, gli edifici residenziali unifamiliari e relative pertinenze, in sostanza le classiche abitazioni di famiglia che costellano città e paesi italiani.
In secondo luogo, i condomìni per cui il superbonus è fruibile sia per le parti comuni, come intervento trainante e trainato, sia per le singole unità immobiliari, come intervento trainato.
In terzo luogo, gli edifici con più unità immobiliari (da 2 a 4), accatastate distintamente, con un unico proprietario o in comproprietà tra più persone fisiche come accade per molte bifamiliari.
Infine, le unità immobiliari residenziali funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno site all’interno di edifici plurifamiliari e relative pertinenze. Il caso più classico è quello delle villette a schiera.
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In tempi di corsa all’efficienza per la riduzione dei costi e la competitività sul mercato, la microcogenerazione genera un interesse crescente nel palcoscenico delle fonti di energie alternative. La tecnologia è molto nota nelle applicazioni industriali di grande potenza (oltre i 50kW) ma meno conosciuta negli ambiti industriali medio piccoli e nel settore terziario dove per l’appunto, oltre ad esistere una normativa diversa, si prevede nei prossimi anni uno sviluppo maggiore ed esponenziale poi con l’ingresso nelle reti anche dell’idrogeno (progetto SNAM in corso). Negli impianti pubblici quali ospedali e simili sono da anni un investimento strutturale e oggi hanno assunto un peso ancor maggiore grazie alle economie di mercato generatesi da un numero crescente di produttori e di realizzazioni. La rincorsa inoltre alle politiche di adeguamento alle direttive in tema di ambiente stanno generando una forte richiesta e di sviluppo di nuova ingegneria che ha portato a prodotti più efficienti, meno rumorosi e più compatti, facilitandone oggi l’applicazione anche in ambiti minori.
Grazie a motori endotermici alimentati a gas viene prodotta energia elettrica dall’abbinamento con un alternatore, ed inoltre, attraverso il recupero dell’energia termica, il processo permette la produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento.
La spesa per questa tecnologia può essere diluita nel tempo e garantisce un rientro entro 3 anni dall’installazione. Trattasi inoltre di un investimento che può essere collegato a più forme di incentivi: ecobonus, certificati bianchi, etc
Piccola e media industria: birrifici, caseifici, macelli, prosciuttifici, concerie, lavanderie, verniciature, piccole industrie chimiche, etc
Terziario e servizi: hotel, alberghi, ristoranti, agriturismi, piscine, centri sportivi, case di riposo, piccoli centri commerciali
attività di processo 16 ore giorno (2 turni) per > 3000 ore anno e consumi indicativi pari a:
– 20.000 Smc per costi indicativi 10.000€/anno
– 80.000-100.000 kWhe per costi indicativi 20.000€/anno
