11 Ottobre 2025
Con il Decreto Ministeriale 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) introduce un’importante evoluzione del Conto Termico 3.0.
Il provvedimento estende finalmente anche alle imprese e alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) l’accesso agli incentivi per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Si tratta di un passaggio strategico nel percorso di transizione ecologica e decarbonizzazione del sistema energetico nazionale, che rafforza il ruolo del settore privato nella riduzione dei consumi e delle emissioni.
Il nuovo Conto Termico 3.0 prevede un contributo in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili.
Nei casi di edifici pubblici, scuole, ospedali e strutture sanitarie situate in comuni con meno di 15.000 abitanti, l’incentivo può arrivare fino al 100%, erogato in un’unica soluzione.
Negli altri casi, il contributo viene corrisposto in rate costanti per un periodo compreso tra 2 e 5 anni.
Il decreto amplia la platea dei beneficiari, includendo:
Pubbliche Amministrazioni, società in house, autorità portuali, enti del terzo settore, cooperative edilizie e sociali;
Imprese private e professionisti proprietari o gestori di edifici a uso terziario (uffici, capannoni, scuole private, ecc.);
Privati cittadini, per interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili;
Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e configurazioni di autoconsumo collettivo, in qualità di soggetti rappresentanti.
È prevista la possibilità di accesso diretto o tramite ESCO certificata UNI CEI 11352, oltre che attraverso partenariati pubblico-privati (PPP) per gli enti pubblici.
Sono ammessi uno o più interventi su edifici esistenti, parti di edifici o unità immobiliari dotate di impianto di climatizzazione.
Isolamento termico di superfici opache e sostituzione infissi
Installazione di schermature solari
Sostituzione impianti di climatizzazione con sistemi ibridi “factory made”
Sostituzione scaldacqua elettrici o a gas con pompe di calore
Allaccio a reti di teleriscaldamento
Building automation e illuminazione efficiente
Colonnine di ricarica per veicoli elettrici (se abbinate a pompe di calore)
Installazione di fotovoltaico con accumulo abbinato a pompa di calore
Pompe di calore aria/acqua/geotermiche
Sistemi ibridi o bivalenti
Impianti a biomassa certificata (≥4 o 5 stelle)
Impianti solari termici
Micro-cogenerazione da FER
Allaccio a reti di teleriscaldamento efficienti
➡️ Eliminate definitivamente le caldaie a condensazione “stand alone” alimentate da combustibili fossili.
Rientrano tra le spese incentivabili (IVA inclusa, se non recuperabile):
Fornitura e posa in opera degli impianti
Diagnosi energetiche e APE
Progettazione, direzione lavori e pratiche amministrative
Opere edili accessorie
Infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici
Il decreto aggiorna anche i valori massimi unitari incentivabili in base ai costi reali di mercato, con parametri derivati dai decreti Ecobonus 2020 e 2022.
Ecco alcuni esempi:
| Intervento | Valore massimo incentivabile |
|---|---|
| Pompe di calore aria/acqua ≤ 35 kW | 700 €/kW |
| Generatori a biomassa ≤ 35 kW | 5.000 € |
| Generatori a biomassa ≤ 500 kW | 150.000 € |
| Solare termico ≤ 50 m² | 700 €/m² |
| Schermature solari | 180 €/m² |
| Colonnine ricarica EV (con PDC) | 2.500 € per punto |
Sono inoltre previsti premi aggiuntivi per interventi in comuni non metanizzati, aree rurali o con tecnologie ad alte prestazioni ambientali.
L’incentivo si richiede tramite il Portaltermico del GSE, con due modalità:
Accesso diretto – entro 90 giorni dal completamento dell’intervento
Prenotazione (solo per PA) – con invio preventivo del progetto e richiesta di prenotazione fondi
Per impianti fino a 35 kW o solari fino a 50 m² sono previste procedure semplificate e un catalogo GSE per l’accesso facilitato.
Il decreto stanzia complessivamente 900 milioni di euro l’anno, così suddivisi:
500 milioni per soggetti privati
400 milioni per Pubbliche Amministrazioni (di cui 20 milioni per diagnosi energetiche)
Il Conto Termico 3.0 entrerà in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta, mentre il GSE dovrà aggiornare entro 60 giorni le Regole Operative con istruzioni dettagliate su spese ammissibili, documentazione e modalità di erogazione.
Il Conto Termico 3.0 rappresenta una grande opportunità per le imprese italiane che vogliono investire in efficienza energetica, decarbonizzazione e sostenibilità.
L’estensione degli incentivi alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) consente inoltre di valorizzare i modelli di autoconsumo collettivo, favorendo la resilienza energetica dei territori e la competitività industriale.